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Per il giudice del tribunale di Modena è responsabile di cinque dei dodici incendi che gli sono stati contestati. Il presunto piromane resta in carcere anche se il suo arresto non è stato convalidato. I suoi legali hanno già annunciato il ricorso al Tribunale della Libertà.

Resta in carcere, anche se il Gip non ne ha convalidato l’arresto, il giardiniere di 44 anni accusato di essere il piromane dei suv. Il giudice Meriggi ha infatti confermato la misura cautelare per i ‘gravi indizi’ che peserebbero su almeno cinque dei dodici incendi che vengono contestati all’uomo. I suoi legali, Enrico Fontana e Antonio Baldini, hanno già annunciato il ricorso al Tribunale della Libertà. Il 44enne sarebbe dunque responsabile dei due incendi appiccati il 26 gennaio e il 16 marzo nelle due sedi di Rinatura di Modena e di Sassuolo, una cooperativa sociale che si occupa della manutenzione del verde: il presunto piromane vi ha lavorato fino alla fine dello scorso anno, quando è stato licenziato per dissidi con il presidente e i colleghi. Avrebbe avuto quindi il movente, la vendetta. Per il giudice del Tribunale di Modena il giardiniere sarebbe responsabile anche dell’incendio, il 12 marzo, di via Stella (il sospetto abita a due passi); di quello di via dei Servi del 19 marzo che ha danneggiato anche la facciata dell’istituto d’arte Venturi: in questo caso le telecamere del mercato Albinelli hanno ripreso una persona la cui fisionomia corrisponderebbe a quella dell’uomo ora in carcere, a cui viene contestato anche l’ultimo incendio, quello di via Lambrakis: le telecamere piazzate dagli investigatori davanti alla sua abitazione confermano l’ora di uscita e di rientro, tre e cinque del mattino, compatibili con l’orario in cui è stato appiccato il fuoco. ‘Gravi indizi’ scrive nell’ordinanza il gip che ora passeranno il vaglio del Tribunale della Libertà.


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