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Nel pomeriggio in carcere a Modena l’udienza di convalida del fermo del presunto piromane dei Suv. Il giudice deciderà solo domani. Il sospetto era pedinato da un mese. 

Il giudice per le indagini preliminari, dott. Meriggi, deciderà probabilmente nella giornata di domani se convalidare l’arresto del presunto piromane dei Suv, il 44enne fermato ieri mattina all’alba dopo l’ultimo raid in via Lambrakis, zona palazzo Europa. Questo pomeriggio in carcere si è svolta l’udienza di convalida, ma il giudice si è riservato di decidere tanto sul fermo che sulla misura cautelare. Siciliano di Termini Imerese, giardiniere ma da qualche tempo disoccupato, residente in centro storico, il 44enne ritenuto responsabile di sette incendi ai danni di fuoristrada era sospettato già da alcune settimane. La polizia lo pedinava ormai da un mese, davanti alla sua abitazione erano state piazzate le telecamere, il telefono sotto controllo per verificare gli spostamenti della notte. In casa dell’uomo, secondo indiscrezioni, la polizia avrebbe trovato riatgli di giornale riportanti notizie sugli incendi. ‘Indizi importanti’ – ha detto il procuratore capo Vito Zincani; un ‘quadro indiziario non grave’ per gli avvocati che lo difendono Enrico Fontana e Antonio Baldini. A metterlo nei guai è anche la sua fedina penale, con un paio di condanne per danneggiamento e incendio. Il presunto piromane nega qualsiasi coinvolgimento: “soffro d’insonnia – ha detto ai suoi legali, per questo di notte vado in giro in bicicletta”. Sette i raid compiuti contro i Suv, 18 i mezzi dati alle fiamme; l’ultimo attentato, come detto, due notti fa in via Lambrakis, il più grave il 18 marzo in via dei Servi, dove venne danneggiata anche la facciata dell’Istituto d’arte Venturi. Gli investigatori hanno accelerato i tempi perchè temevano che prima o poi qualcuno potesse restare ferito durante gli incendi. “Alle forze dell’ordine avevo chiesto uno sforzo ulteriore – ha commentato oggi il sindaco Pighi – mi limito a ringraziare e a sottolineare l’impegno di tutti”.


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