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Ordini di custodia cautelare e trasferimenti per i cinque casalesi che dal carcere Sant’Anna continuavano a gestire traffici illeciti, grazie ad appoggi esterni e alla complicità di due agenti della polizia penitenziaria.

Ordini di custodia cautelare, emessi dal gip su richiesta della Dda di Bologna, ed eseguiti questa mattina dalla polizia, per i cinque casalesi che dal carcere di Sant’Anna continuavano a gestire traffici illeciti grazie all’aiuto di due agenti della polizia penitenziaria. I quattro camorristi Nicola Nappa, 43 anni, Antonio Noviello, 34, Vincenzo Noviello, 42enne e Antonio Pagano, 41 anni, tutti uomini del superlatitante Raffele Diana, erano finiti in manette per l’agguato a un imprenditore colpevole, per la mafia, di aver testimoniato contro il boss. Ma da dietro le sbarre gestivano ancora il gioco d’azzardo a Carpi e Castelfranco, grazie a due affiliati al clan dei casalesi, una rumena e la complicità dei due agenti, tutti arrestati a marzo, accusati anche di aver minacciato il magistrato di sorveglianza che non voleva concedere permessi ai detenuti. Ad usufruire dell’appoggio esterno anche Pasquale Ciocia, 48 anni, in carcere per estorsione, rapina e associazione camorristica. I cinque sono stati trasferiti in altri istituti di pena. E restano sotto sequestro i due circoli. Plauso a polizia e magistratura per l’operazione dal presidente della Regione, Vasco Errani. "Di lavoro prezioso parla il presidente della Provincia Emilio Sabattini, e complimenti dal sindaco di Modena Giorgio Pighi, che parla di ennesima dimostrazione che sul fenomeno non si deve abbassare la guardia. “Importante lavoro”, scrive in una nota il deputato Pdl Isabella Bertolini, mentre per Massimo Mezzetti, coordinatore regionale di Sinistra democratica, “è necessario proseguire con determinazione” su questa strada. E nel congratularsi con la polizia, il segretario provinciale del Pd, Stefano Bonaccini, chiede strumenti e uomini adeguati per le forze dell’ordine che combattono questo fenomeno.


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