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Due proiettili e un biglietto con un avvertimento. Le minacce di stampo mafioso sono arrivate via lettera alla sede del Pd di via Divisione Acqui. Nel mirino, il giovane esponente della segreteria modenese e funzionario di Confesercenti, Alberto Crepaldi, che aveva chiesto più dinamismo nella lotta alla criminalità organizzata.

Due proiettili e un biglietto con un avvertimento dai toni minacciosi per un politico modenese. Solo tre anni fa sarebbe stato un fatto clamoroso. Purtroppo non è più così. Le minacce di stampo mafioso, arrivate per posta alla sede del Pd, per Alberto Crepaldi, ricordano da vicino quelle ricevute nel settembre del 2006 dal Sindaco di Vignola, Roberto Adani, e nel giugno dell’anno scorso, dal consigliere regionale Massimo Mezzetti. Minacce all’interessato, ai familiari e il pressante invito a farsi i fatti propri, a smetterla di occuparsi di contrasto alla criminalità organizzata. Minacce che, unite all’escalation di fatti criminali provati dalle indagini di polizia giudiziaria, confermano la penetrazione delle mafie nel modenese. Proprio quello che aveva denunciato Alberto Crepaldi in un articolo scritto nel suo blog e ripreso dalla Gazzetta di Modena. In seguito alla pubblicazione del testo, in cui Crepaldi chiedeva più attività di intelligence contro la criminalità organizzata, il giovane esponente della segreteria modenese del Pd e funzionario di Confesercenti aveva già ricevuto una prima telefonata intimidatoria con minacce rivolte ai familiari. Poi la lettera arrivata alla sede di via Divisione Acqui del partito contenente i due proiettili. L’interessato, dopo aver informato la Procura dell’accaduto, preferisce non commentare la vicenda. Restano le interessanti e condivisibili osservazioni scritte da Crepaldi nell’articolo pubblicato dalla Gazzetta, che ha poi originato le minacce di stampo mafioso. Più che denunce, domande e richieste di maggiori controlli: sul numero spropositato di imprese edili e di società finanziarie nel modenese; sull’efficacia dei controlli, dei protocolli e delle certificazioni antimafia delle aziende private che operano nel pubblico e sulla forte migrazione verso Modena di professionisti provenienti da aree ad alta densità mafiosa. Contro la mafia bisogna fare di più e meglio, concludeva Crepaldi. La busta, ricevuta, con i due proiettili, dimostra che ha colto nel segno.“Un fatto da non sottovalutare”, ha detto stamattina il procuratore capo, Vito Zincani, secondo cui quando minacce di questo tipo sono isolate, si può anche ipotizzare la presenza di un mitomane, ma se si ripetono fanno parte di una strategia pericolosa e da contrastare. Esprimono solidarietà a Crepaldi il segretario provinciale del Pd, Stefano Bonaccini, e il consigliere regionale del Pdl, Andrea Leoni. Confesercenti, l’associazione per la quale lavora, auspica che le indagini portino in breve tempo ad individuare i responsabili, ma soprattutto dice: “Si conferma che il territorio è oggetto di un’aggressione malavitosa da contrastare con forza”. Vicinanza all’esponente del Pd, è espressa anche da Cna, Lapam, Confcommercio e Cgil. Intanto i consiglieri comunali del Pd, Artioli e Caropreso, hanno presentato un’interrogazione al Sindaco che prende spunto proprio dalle riflessioni di Crepaldi sulla scarsa efficacia delle misure antimafia e dei controlli.


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