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Calabresi e albanesi, e anche casalesi, insieme per portare droga in Italia. Sgominata dai carabinieri una banda vicino alla mafia crotonese, specializzata in cocaina ed eroina. E la ‘ndrangheta, hanno scoperto gli investigatori, si è modernizzata: i movimenti di sostanza stupefacente venivano comunicati via Skipe.

Calabresi e albanesi, e anche casalesi, insieme per portare droga in Italia. Sgominata dai carabinieri una banda vicino alla mafia crotonese, specializzata in cocaina ed eroina. E la ‘ndrangheta, hanno scoperto gli investigatori, si è modernizzata: i movimenti di sostanza stupefacente venivano comunicati via Skipe… C’era la ‘ndrangheta, e non mancava nemmeno la camorra, dietro alle 30 persone arrestate questa mattina dai carabinieri di Modena e Ferrara con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti. Per tutti l’aggravante di aver agevolato l’attività dell’organizzazione di stampo mafioso Farao-Marincola, di Cirò Marina, Crotone. L’indagine è durata un anno, nel corso del quale erano stati arrestati nove corrieri e sequestrati più di 6 chili di cocaina e altri 6 di eroina. La droga, dicono gli investigatori, partiva da Olanda e Germania, poi passava attraverso l’Albania, da dove, grazie al supporto di sei albanesi, anche loro finiti in manette, veniva fatta arrivare in Italia. Eseguiti questa mattina gli ordini di custodia cautelare emessi dal gip di Bologna, su richiesta della direzione distrettuale antimafia. Otto di loro, in base ai risultati dell’indagine, sarebbero direttamente riconducibili alla cosca crotonese, e tre avrebbero anche favorito in più occasioni la latitanza di alcuni boss, in particolare di Giuseppe Cariati, arrestato proprio a Modena nel 2007. Fra questi, i cugini Francesco Mario Cannas, 32 anni, e Fiorenzo Santoro, 31, che vivevano a Modena e in città gestivano una tabaccheria. Tra le persone finite nell’inchiesta anche Vincenzo e Antonio Noviello, entrambi arrestati in passato per l’agguato, ordinato dal superlatitante Raffaele Diana, a un imprenditore di Castelfranco. Le indagini hanno evidenziato anche un altro particolare: la banda, nel tentativo di non destare sospetti e di evitare intercettazioni, utilizzava Skipe per le comunicazioni relative all’attività. 10 le persone arrestate dai carabinieri di Modena questa mattina. Per la parlamentare del Pdl Isabella Bertolini, è un nuovo segnale preoccupante della presenza della mafia nel modenese. E Stefano Bonaccini, segretario provinciale Pd, questi fatti dimostrano la necessità di rinforzi per le forze dell’ordine.


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