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Sono 550 attualmente i detenuti di Sant’Anna: una situazione critica che mette a repentaglio la sicurezza del carcere. Oggi si è svolta anche una tavola rotonda sul problema dei suicidi.

Il carcere Sant’Anna si è sempre distinto per progetti di recupero dei detenuti, in modo che una volta scontata la pena le persone possano reintegrasi nella società. Un’attenzione e una sensibilità permessa grazie all’impegno di tutti gli operatori, polizia penitenziaria in testa. Ma ora il carcere scoppia: 550 detenuti contro una capienza di 222 e una tolleranza massima di 404. E una carenza di personale allarmante. A rischio la sicurezza del carcere e tutti i progetti. A lanciare l’allarme, dopo i sindacati, il direttore Paolo Madonna, che fa appello ai politici locali e alle istituzioni perché appoggino la richiesta di adeguamento degli organici. Tavola rotonda sul problema suicidi Percentuali intorno al 10% per suicidi, tentati suicidi e episodi di autolesionismo. Il disagio di chi vive dietro le sbarre ha caratteristiche particolari, che oggi, al Sant’Anna, si è cercato di analizzare con esperti, assessori e responsabili dell’Asl, che ora è direttamente responsabile della sanità all’interno degli istituti di pena. Ma anche per fronteggiare il disagio e gli episodi di autolesionismo serve personale – dicono dal carcere – e serve anche formazione. Attualmente oltre il 70% dei reclusi è straniero ed è necessario riuscire a capire le differenze con i detenuti italiani.


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