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Oggi i funerali di Giulia Galiotto, 30 anni, uccisa la sera dell’11 febbraio, unico accusato il marito. Alle 15, alla chiesa parrocchiale di San Michele, le esequie. Resta intanto in carcere Marco Manzini, l’avvocato spiega che è ancora sconvolto.

E’ “completamente sconvolto”, dice il suo avvocato Roberto Ghini, per questo sabato davanti al magistrato Marco Manzini si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ma il legale, assieme alla collega Elena Bompani, che con lui segue il caso, ha spiegato che chiederà un incontro con il pm al più presto, appena l’uomo sarà in grado di rispondere alle domande. Manzini, 34 anni, è accusato di aver ucciso la moglie, Giulia Galiotto, 30 anni, con una pietra e poi di aver tentato di simulare il suicidio della donna. Il delitto è avvenuto la sera dell’11 febbraio, nel garage della casa dove la coppia viveva, a San Michele dei Mucchietti, Sassuolo. Anche il sostituto procuratore Ambrosino sta aspettando di parlare con Manzini: attualmente l’accusa per l’uomo è omicidio, ma ci sono alcuni particolari da chiarire. Primo, dove ha preso la pietra, visto che il padre di Manzini dice che non ce n’erano nella casa, e poi il biglietto che ha usato per far credere che la moglie volesse farla finita. Era stato scritto in passato, riporta frasi come “Ti ho deluso, lo so che ti ho mentito. Non voglio più esistere”, e il magistrato vuole capire a cosa si riferiscono. Di certo si sa che la coppia viveva un momento di difficoltà anche perché non riusciva ad avere figli. L’uomo poi avrebbe detto di non amarla più, lo scorso 8 febbraio i due avevano litigato in un pub. Per ora il movente, dicono in procura, resta la gelosia, anche se i parenti della vittima lo ritengono poco probabile. Intanto Manzini resta in carcere, ed è guardato a vista perché si teme che possa commettere un gesto estremo.


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