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Potrebbe profilarsi anche l’aggravante della premeditazione per l’omicidio di San Michele dei Mucchietti, Sassuolo, avvenuto la sera di giovedì 12 febbraio.

Ieri, in tribunale, davanti al magistrato, Marco Manzini, 34 anni, si è avvalso della facoltà di non rispondere, quindi non ha nuovamente ricostruito l’accaduto, raccontando di aver ucciso la moglie Giulia Galiotto, 30 anni, dopo una lite, come aveva invece fatto con i carabinieri. E il fatto che dopo il delitto, avvenuto a casa, l’uomo abbia cercato di cancellare ogni traccia e simulare il suicidio della donna, può far sospettare che abbia agito dopo aver riflettuto a lungo. Anche l’aver mostrato un vecchio biglietto scritto dalla donna, dove esprimeva una forte depressione, potrebbe aggravare la posizione dell’uomo. Ma, ovviamente, la vicenda giudiziaria è solo all’inizio e resta da capire quale sarà la linea della difesa.


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