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Ha ucciso la moglie per gelosia, dopo l’ennesima lite, poi ha cercato di far credere che la donna si fosse suicidata, mostrando anche un biglietto d’addio. Ma i carabinieri hanno capito che qualcosa non andava, dubbi sono emersi anche nel primo esame autoptico. Marco Manzini, 34 anni, è finito in manette, il pm Ambrosino ha chiesto la convalida del fermo per omicidio. Increduli i vicini della coppia.

Sospettava un’infedeltà, ed era geloso, molto geloso. Due sere fa i due coniugi erano nel borgo di Casa Pifferi 33, a San Michele dei Mucchietti, Sassuolo. Poco lontane le case dei genitori e del fratello di lui. A un certo punto Marco Manzini, 34 anni, impiegato in una ditta di Sassuolo, ha affrontato, e forse non per la prima volta, la moglie 30enne, Giulia Galiotto, 30 anni, dipendente dell’Unicredit di via Gramsci, a Formigine. Ne è scaturita una lite, anche violenta, vicino al garage e a un certo punto lui ha preso una pietra e ha colpito la donna alla testa. Lei si è accasciata al suolo e lui ha deciso di coprirsi le spalle, inscenando un suicidio. Ha preso in braccio la moglie e l’ha portata poco lontana da casa, sopra un piccolo dirupo che finisce nel torrente della zona. E poi l’ha gettata di sotto. Dopo ha preso l’auto della moglie e l’ha spostata vicino al punto dove avrebbero ritrovato il cadavere. Ha cercato e poi messo in evidenza un vecchio biglietto che Giulia Galiotto aveva scritto in un momento di depressione, e che poteva sembrare un messaggio d’addio, alla fine ha chiamato i carabinieri dicendosi preoccupato perchè la moglie non era ancora tornata a casa. Il corpo è stato trovato ieri mattina alle 4 dai vigili del fuoco ancora dentro l’acqua, l’autopsia dovrà chiarire se era già morta prima di essere gettata nel torrente. Sul posto arrivano i carabinieri, che subito pensano, come l’uomo voleva, a un suicidio. Ma quando il maresciallo ha cominciato a fare le domande di rito a Manzini, l’uomo è sembrato strano, troppo vago, poi si è contraddetto. I militari hanno ricontrollato il prato da cui la donna sembrava essersi gettata e perquisito la casa: qualche traccia sospetta è emersa. Ieri sera il marito è stato quindi di nuovo chiamato in caserma, e dopo qualche domanda più difficile del solito è crollato, ha confessato il delitto, la messinscena e anche la terribile gelosia. E sono scattate le manette. Increduli e sconvolti gli abitanti di San Michele dei Mucchietti, dove Marco Manzini abitava da sempre. “Una coppia che sembrava all’apparenza felice” hanno dichiarato i vicini. Marco Manzini e Giulia Galiotto si erano spostati nel settembre del 2005 e vivevano in una villetta ristrutturata in via Casa Pifferi a San Michele dei Mucchietti, frazione di Sassuolo. I due non avevano figli e si erano trasferiti vicino ai genitori e al fratello di lui. Nel piccolo borgo, che si trova sulle colline poco prima di Prignano, tutti conoscono tutti. Sconvolti ed increduli amici, vicini e parenti che non sospettavano nulla. Una coppia come tante, nessun problema apparente. La notte dell’omicidio gli inquilini della casa di fronte non hanno sentito litigare o visto nulla che li abbia insospettiti.


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