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Uno sciopero ed una assemblea sindacale martedì prossimo per i dipendenti di Emilceramica dopo l’annuncio da parte della proprietà di procedere con licenziamenti e cassa integrazione. Un nuovo terremoto nel distretto ceramico, dopo il caso Iris.

Quattro ore di sciopero e un’assemblea con tutti i dipendenti in programma martedì prossimo al cinema Primavera di Fiorano. E’ la prima iniziativa organizzata da sindacati e dalle Rsu di Emiliceramica dopo la decisione di avviare la procedura di messa in mobilità, e conseguente licenziamento, per 116 persone e la cassa integrazione ordinaria, dal 16 febbraio al 17 maggio, per 522 lavoratori su un totale di circa mille dipendenti. Si tratta di un nuovo scossone nel distretto ceramico modenese, dopo la vicenda della Iris. Da quanto è emerso pochi giorni fa da un incontro tra i vertici del gruppo ceramico e i rappresentanti sindacali, che si è tenuto presso la sede di Confindustria Modena, l’indebitamento del gruppo Emilceramica nei confronti delle banche avrebbe superato i cento milioni di euro con un rientro a 15-18 mesi. Da qui nascerebbe il piano di dismissione per una serie di immobili. A rischio maggiore gli addetti dello stabilimento di Solignano; mentre si prospetta una possibile chiusura della società Provenza col conseguente taglio dei posti di lavoro per i 22 dipendenti. I sindacati chiedono all’azienda un piano complessivo rispetto alla gestione della crisi. Secondo Manuela Gozzi, del sindacato dei ceramisti della Cgil, “la situazione è difficile e preoccupante soprattutto per quanto riguarda l’atteggiamento dei vertici dell’azienda, che, invece di confrontarsi con i lavoratori, annunciano gli ammortizzatori sociali prima di dare indicazioni sulle proprie volontà. Il sindacato non può accettare – sempre secondo la Gozzi – di essere messo di fronte ad un fatto compiuto”.


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