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Aveva trascorso la serata in compagnia degli amici per festeggiare un compleanno il 25enne che ha perso la vita a Mortizzuolo di Mirandola, sulla strada provinciale che, anche in passato, è stata teatro di gravi incidenti stradali.

Un boato che squarcia la notte e poi una lunga strisciata contro la ringhiera del muretto e l’auto che, come un proiettile, schizza dall’altra parte della strada, si capotta e si ferma dopo un centinaio di metri, a ridosso del fossato. E’ morto così, sbalzato fuori dalla sua Ford Focus, a pochi metri da casa, Sandro del Maschio, un idraulico di 25 anni di Mortizzuolo di Mirandola. Aveva trascorso la serata con gli amici: ieri sera si festeggiava un compleanno, un’occasione per tirare fino a tardi, la pizza, le chiacchiere, i brindisi, in un locale di Poggio Rusco, e poi, come ogni venerdì sera, il rito della pizzetta prima di andare a dormire. Erano quasi le 5 del mattino, il giovane stava facendo ritorno a casa, in via Imperiale, dove lo aspettavano il padre Ciro, la madre Maria e il fratello Gianluca di 36 anni. Subito dopo il cavalcavia di Mortizzuolo, all’altezza del cartello d’ingresso nella frazione, Sandro ha perso il controllo dell’automobile: forse per un colpo di sonno, ma c’era anche molta nebbia, e poi la fretta di rientrare a casa, una curva pericolosa che limita la visibilità. La Ford Focus ha colpito prima un muretto e poi si è ribaltata. Un impatto terribile, il corpo sbalzato fuori dall’abitacolo: Sandro Del Maschio è morto sul colpo. I residenti, svegliati dal frastuono, hanno chiamato i soccorsi ma non c’era più nulla da fare. "Una strada pericolosa" L’incidente in cui ha perso la vita Sandro Del Maschio ripropone la pericolosità della strada provinciale numero 8 che attraversa la frazione di Mortizzuolo: un’arteria trafficata, dove è difficile rispettare i limiti di velocità. Nel maggio del 2005 c’era stato un altro incidente gravissimo: in sella alla sua moto aveva perso la vita Alan Campagnoli, 24 anni, in attesa del suo primo figlio. Per questo già in passato i residenti avevano scritto alla Provincia di Modena – che ha competenza sulla strada – per chiedere l’installazione di dossi o di dissuasori luminosi, comunque di dispositivi in grado di rallentare la velocità.


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