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E’ scattato questa mattina prima delle 7 lo sgombero forzato del palazzone di via Circonvallazione, a Sassuolo. Gli inquilini se n’erano andati già quasi tutti, trovati solo quattro uomini ancora sui materassi. Nel 2005 fu sgombrato via San Pietro 6. E scritte contro il sindaco al cimitero.

E’ iniziato prima dell’alba il blitz delle forze dell’ordine nel palazzone di via Circonvallazione 189, a Sassuolo. L’ordinanza di sgombero, firmata dal sindaco Graziano Pattuzzi, era scaduta lo scorso 6 gennaio; questa mattina polizia di stato, carabinieri, fiamme gialle e polizia municipale si sono presentati in forze per allontanare eventuali irriducibili. In realtà, quasi tutti gli appartamenti erano già stati svuotati, anche tre degli ultimi quattro che ancora risultavano aperti erano stati abbandonati, anche grazie al piano di sostegno, destinato soprattutto alle famiglie, disposto dal Comune con il supporto della Fondazione cassa di risparmio di Modena. Trovati solo quattro uomini stranieri che ancora dormivano in uno degli alloggi: è stato dato loro il tempo di raccogliere arredi e oggetti di proprietà, poi sono stati accompagnati fuori. Uno era clandestino ed è stato portato al Cie. Nei garage trovati 30 scatoloni di abbigliamento sportivo risultato rubato, e riconsegnato al proprietario. Tutte le aperture del palazzo sono poi state sigillate: l’edificio, considerato pericoloso, sarà circondato da una recinzione in attesa della demolizione. E’ il secondo sgombero nel quartiere, dopo via San Pietro 6. Luca Caselli, Pdl, parla di sgombero necessario. Il sindaco Pattuzzi di soluzione di una situazione di degrado con l’obiettivo di favorire convivenza civile e integrazione. E questa mattina, sui muri del cimitero nuovo di Sassuolo, in via Pedemontana, nell’ala dove sono in corso i lavori di ampliamento, sono comparse scritte offensive nei confronti del sindaco Graziano Pattuzzi. Fra le frasi anche la richiesta di un tetto, oltre a varie parole in arabo (che significherebbero "Dio è grande") e svastiche. Ad accorgersi delle scritte, lasciate probabilmente durante la notte, questa mattina gli operai del cantiere, che hanno subito avvertito Comune e polizia. Sul posto gli agenti del commissariato sono arrivati accompagnati dalla scientifica. Le indagini per risalire agli autori sono ancora in corso, ma da indiscrezioni pare si pensi che il tetto "richiesto" sia quello di una nuova moschea. Per rimuovere le scritte, che non è possibile cancellare, sarà necessario sostituire i mattoni. Il sindaco ha condannato il gesto e sottolineato la massima fiducia nell’operato della polizia. 


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