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Con una multa irrisoria si è concluso il processo contro la Far.Pro di Spilamberto, procedimento avviato da Legambiente e da un migliaio di cittadini di San Cesario. Il problema erano gli odori nauseabondi che provenivano dall’azienda.

Si è concluso con una sentenza di proscioglimento e un’oblazione di 102 euro il processo per inquinamento a carico della ditta Far.Pro di Spilamberto, processo avviato a seguito della denuncia presentata da Legambiente nell’estate del 2005 e corredata da quasi mille firme di cittadini di San Cesario. Il problema erano gli odori che provenivano dall’azienda zootecnica, la Far.Pro lavora, infatti, i sottoprodotti della macellazione. La protesta, nel tempo, si era fatta sempre più dura, in paese erano state esposte bandiere con le scritte ‘Stop odori’, fino all’epilogo in Tribunale. Il giudice monocratico ha riconosciuto la bontà dell’operato della Far.Pro che ha accettato di portare a termine i lavori di adeguamento e di coprire la vasca responsabile degli odori. Soddisfatti i dirigenti dell’azienda che rivendicano la regolarità del loro comportamento, sempre teso – insistono – al rispetto delle norme. Sottolinea invece il valore della denuncia a suo tempo presentata Sabina Piccinini, consigliere comunale e presidente del circolo di San Cesario di Legambiente: “A seguito del processo la Far.Pro ha dovuto ammettere le sue responsabilità e realizzare interventi attesi da tempo”. “Ci auguriamo – conclude la Piccinini – che la prossimaq estate il problema non si ripresenti”, in caso contrario Legambiente è pronta a ricominciare la battaglia.


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