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Entro la mezzanotte di questa sera tutti gli appartamenti del palazzo di via Circonvallazione 189, a Sassuolo, dovranno essere vuoti.

Scade questa sera a mezzanotte l’ultimatum del Sindaco di Sassuolo Graziano Pattuzzi ai residenti del civico 189 di via Circonvallazione, nel quartiere Braida. Per quell’ora lo stabile dovrà essere deserto, secondo l’ordinanza di inagibilità emanata un mese fa dal primo cittadino. Molti hanno già traslocato, qualcuno invece non ha intenzione di muoversi, e aspetta indicazioni dal Comune – che ha predisposto un piano di sostegno sociale – per sapere dove andare. L’eventuale sgombero coatto non scatterà immediatamente – spiegano dall’amministrazione – ma solo nei prossimi giorni, e qualora lo decida il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, coordinato dalla Prefettura. Per adesso quindi non è programmato alcun intervento delle forze dell’ordine. La situazione della zona è però costantemente monitorata. L’obiettivo del provvedimento è duplice: ripristinare la sicurezza della zona e riqualificare l’area dal punto di vista urbanistico. Contro l’iniziativa però si scaglia Rifondazione Comunista che in una nota accusa l’amministrazione di assecondare la speculazione edilizia che starebbe a monte dell’operazione. Riservandosi poi di fare ricorso al Tar, Rifondazione sottolinea inoltre come 38 delle famiglie residenti nel palazzo devono ancora trovare una sistemazione alternativa, senza contare i negozianti che perderanno il lavoro o il luogo in cui svolgerlo regolarmente. “Premesso che ci auguriamo di non arrivare dover bissare lo sgombero di via S.Pietro – afferma il Sindaco di Sassuolo Graziano Pattuzzi – ma di liberare via Circonvalazione in maniera più graduale, collaborativa e tranquilla, e’ evidente che uno sgombero non lo si possa fare dalla sera alla mattina. C’e’ un Comitato Provinciale Ordine e Sicurezza che si deve riunire, si devono coordinare le forza dell’ordine con i servizi sociali. Dai primi di dicembre inoltre è attivo uno Sportello, composto da un operatore dell’agenzia casa e da un mediatore culturale di lingua araba – prosegue Pattuzzi – presso il quale tutti gli abitanti del palazzo si sono rivolti per avere informazioni sul tipo di sostegno a loro destinato”.


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