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Quattro anni fa, 18enne, aveva abbandonato il bambino appena partorito nel cortile condominiale. Oggi anche in Tribunale a Modena si è chiusa la vicenda del piccolo Jacopo, morto dopo 23 giorni di agonia. Condannata la madre, che sta cercando di ricostruirsi una vita lontano da Modena.

Ha patteggiato 2 anni e 4 mesi, pena sospesa, la giovane operaia modenese che quattro anni fa, appena 18enne, abbandonò il figlio neonato in un giardinetto condominiale, in via Wagner a Modena. Il bambino – chiamato Jacopo dal personale del Policlinico che per 23 giorni lo coprì di cure e di attenzioni – morì il 1° maggio del 2004 a causa di una malattia congenita. Per questo la madre è finita a processo con la sola imputazione di ‘abbandono di minore’, mentre l’accusa di omicidio era già caduta in fase di indagine preliminare: la perizia redatta per conto della Procura aveva, infatti, accertato che l’edema cerebrale riscontrato al momento dell’arrivo del piccolo in ospedale non era stato provocato da un impatto con il suolo ma da un deficit dell’afflusso di ossigeno e sangue al cervello e che non era dimostrabile che l’abbandono avesse causato in parte, o anticipato in maniera significativa, la sua morte. La vicenda commosse l’opinione pubblica modenese. Era stato un addetto delle pulizie a trovare, la mattina del 9 aprile del 2004, Venerdì Santo, il piccino nudo, nel giardinetto del condominio, con il cordone ombelicale e la placenta ancora attaccati. Pioveva ed era una giornata particolarmente fredda anche per la stagione. Scattarono i soccorsi e la ricerca della madre che, solo dieci giorni dopo, accompagnata dall’avvocato Cosimo Zaccaria, si presentò spontaneamente in Questura per raccontare tutto. La giovane confessò di avere tenuto nascosta la gravidanza anche ai genitori e di avere partorito da sola, senza alcun aiuto. Il padre – disse – era un ragazzo con il quale aveva avuto una relazione l’estate precedente. Chiese anche di vedere il bambino e il permesso le venne concesso solo quando dall’esame del Dna arrivò la conferma che si trattava davvero della madre. Intanto, nelle settimane del ricovero al Policlinico, si era scatenata una vera e propria gara di solidarietà che aveva coinvolto tutta l’Italia: per il piccolo Jacopo arrivarono richieste di adozione e tantissimi regali. Oggi il processo e il patteggiamento. A distanza di 4 anni la ragazza si è trasferita fuori provincia, anche oggi ha preferito restare lontano da Modena. “Ha capito quello che è successo, la gravità del suo comportamento – ha detto l’avvocato Zaccaria – ora cercherà di voltare pagina”.


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