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Arrestato un 39enne cinese che obbligava suoi connazionali a lavorare in condizioni di schiavitù. Ha cercato di corrompere i poliziotti.

Venivano fatti dormire in cellette costruite nel sottotetto dell’edificio dove era stato allestito il laboratorio tessile. Venivano rinchiusi in questi vani con un lucchetto alla porta, e anche l’ingresso al piano veniva sprangato. Per il resto del tempo dovevano lavorare alle macchine, per produrre accessori in pelle per noti marchi di moda. Questi nuovi schiavi, 15 cinesi, sono stati trovati durante un controllo dei carabinieri e della polizia municipale delle Terre d’argine, in un laboratorio della periferia di Soliera. Il titolare, un 39enne cinese, al momento del blitz ha cercato di corrompere gli uomini in divisa, offrendo loro 5mila euro per soprassedere all’ispezione. L’uomo è stato arrestato per corruzione e riduzione in schiavitù e ora si trova ai domiciliari. Soddisfazione per l’operazione dal sindaco di Soliera, Davide Baruffi.


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