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Scaricava e poi scambiava filmati a contenuto pedopornografico da un sito di file condivisi. L’indagine è del 2004, oggi la condanna in Tribunale. La cronaca giudiziaria della giornata.

E’ stato condannato a 2 anni e 2 mesi un 35enne di Formigine accusato di avere scaricato e poi ceduto file di contenuto pedopornografico. Il giovane era finito nelle maglie della giustizia nel giugno del 2004, a seguito di una maxi-operazione della polizia postale di Napoli che si era estesa a macchia d’olio in tutto il paese. Le indagini, effettuate sotto copertura, avevano permesso agli investigatori di raccogliere elementi di prova in quei siti peer to peer dove gli indagati – più di un centinaio – immettevano e scambiavano fotografie e filmati di bambini ritratti in pose oscene o impegnati in attività sessuali con adulti. Per questo è scattata la denuncia per pornografia infantile. Il modenese è accusato di avere scaricato dei file di materiale pedopornografico da un software di condivisione di file. Un agente della postale, che si era inserito nelle chat room e negli ambienti elettronici di scambio, è risalito al suo computer. Dalla perquisizione, il sequestro e oggi, in tribunale a Modena, la condanna. Il giovane si è difeso dicendo che non conosceva il contenuto dei file scaricati. Trattandosi di un reato precedente al 2006, l’imputato ha beneficiato dell’indulto ma solo per la parte della pena che riguardava la detenzione del materiale pedopornografico: lo sconto è di sei mesi. Bimba morta all’asilo, a gennaio la sentenza Nuova udienza, e probabile sentenza, il prossimo gennaio del processo sulla morte di Sara Ruggeri, la bambina di Pavullo, morta nel maggio del 2004, schiacciata da un armadietto dell’asilo nido Tonini. Non aveva ancora due anni. A processo ci sono l’allora direttore del settore lavori pubblici del Comune di Pavullo, il progettista della scuola e il mobiliere che aveva costruito il mobile. Per loro il pm Fausto Casari ha chiesto l’assoluzione perchè il fatto non costituisce reato, non ravvisando una colpa nel loro operato. Si torna in aula il 16 gennaio 2009 con le arringhe della difesa. Usura, carabiniere a processoE’ stato rinviato a marzo 2009 un processo per usura che vede alla sbarra un carabiniere accusato di violazione del segreto istruttorio. Secondo l’accusa, a un certo punto delle indagini, avrebbe avvertito le persone che erano state messe sotto controllo. Gli altri sei imputati sono stati processati lo scorso anno e condannati a 13 anni di carcere complessivi. Fu un’inchiesta che fece molto rumore perchè coinvolgeva personaggi della cosiddetta ‘Modena bene’. Il denaro prestato dagli strozzini non serviva alle vittime per sopravvivere ma per continuare a mantenere un alto tenore di vita. Il carabiniere si difende dicendo di non avere mai passato alcun tipo di informazione e di avere agito come infiltrato. Il rinvio è stato deciso per permettere di far entrare nel processo le intercettazioni telefoniche.


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