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Annullata dalla Corte di Cassazione la condanna a 15 anni per Paola Mantovani, la donna di Soliera accusata di avere ucciso il figlio di 14 anni. Il processo d’appello è da rifare. “Spero che ora sia fatta giustizia per me – ha commentato la donna – perchè per Matteo non sarà mai fatta”.

Ha saputo dell’annullamento della sua condanna a 15 anni di reclusione nella casa di Pedavena, nel bellunese, Paola Mantovani, la donna accusata di avere ucciso, sette anni fa, il figlio Matteo di 14 anni, trovato morto, soffocato, nella sua camera da letto, nella villetta di famiglia di Limidi di Soliera. “Una gioia immensa – ha detto la donna – perchè nella richiesta di annullamento formulata dal procuratore generale, è stato sottolineato che le prove raccolte dai Ris, e ritenute fondamentali per l’accusa in appello, non erano valide”. “Ora – ha aggiunto la Mantovani – mi aspetto che sia fatta giustizia per me, perchè per Matteo non l’avrò mai, gli assassini non sono mai stati cercati”. Quel 12 settembre del 2001 in casa c’erano solo lei e il figlio. “Una rapina finita male” – raccontò la donna, ma gli investigatori non le credettero. La sua vicenda processuale è stata lunga e complessa: in Tribunale a Modena Paola Mantovani fu assolta, il giudice non aveva tenuto conto delle analisi dei Ris di Parma e delle intercettazioni perchè effettuate prima che la donna venisse formalmente iscritta nel registro degli indagati. I test dei carabinieri della scientifica avevano rilevato tracce del Dna di Paola Mantovani su un guanto e sul nastro adesivo usato per immobilizzare il figlio Matteo. Secondo gli inquirenti, prove della colpevolezza della donna. Risultati che la difesa non smise mai di contestare. La sentenza di primo grado venne poi impugnata dalla Procura di Modena e ribaltata in Appello, proprio grazie all’utilizzo delle prove escluse. Quelle stesse prove che difficilmente potranno essere riammesse al nuovo processo, in caso la Cassazione accolga, nelle motivazioni, la tesi del procuratore generale, aprendo di fatto la strada ad un’assoluzione.


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