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Sentenza definitiva di condanna per l’ex presidente e l’ex vicepresidente della cooperativa di facchinaggio Savignanese-Spilambertese. Dopo 15 anni, con il pronunciamento della Cassazione, si chiude la vicenda iniziata con la denuncia, presentata alla Cigl, di un clandestino costretto a lavorare in nero.

Polifemo nel 1993 raccontò a Fausto Cigni, allora sindacalista della Cgil, di lavorare 12 ore al giorno, di dover dormire negli edifici che la coop Savignanese-Spilambertese metteva a disposizione, e che veniva pagato dalle 400 alle 500mila lire al mese. E non lavorava solo come facchino, ma con qualunque incarico la cooperativa ottenesse in subappalto. Della vicenda furono informati ispettorato del lavoro e forze dell’ordine. Il presidente Walter Lazzarini il 13 agosto del 1993 investì con l’auto Polifemo. Fu accusato di tentato omicidio. Per il lavoro nero, un giro vasto, Lazzarini fu arrestato assieme al vicepresidente Luca Conoscenti a gennaio del 1994. Nel luglio del 2000 sentenza di primo grado, con Cgil, Cisl e Uil parte civile: condanna a 5 anni per Lazzarini e Conoscenti. Le condanne furono confermate in appello a dicembre 2003, ma con pene minori anche perché nel frattempo era cambiata la normativa sullo sfruttamento del lavoro nero e questo reato era caduto. Il 31 ottobre scorso anche la Cassazione ha confermato le condanne per estorsione, però ormai condonate, visto che i due trattenevano i passaporti degli stranieri e facevano varie pressioni perché non si rivolgessero ai sindacati.


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