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Un bracconiere di Polinago è finito in manette. Nella sua casa i carabinieri della locale stazione hanno trovato due fucili, munizioni e un macello clandestino di animali selvatici.

E’ stata la manovra brusca della macchina, che ieri notte si trovava a Brandola di Polinago, ad insospettire i carabinieri del radiomobile di Pavullo che stavano svolgendo un normale servizio. Alla vista dei militari l’auto ha cercato di allontanarsi, quindi è stata inseguita e fermata. A bordo tre uomini, nel bagagliaio un faro alogeno da mille watt, un fucile, proiettili e un telo di plastica insanguinato. Immediate sono scattate le perquisizioni nelle varie abitazioni. Uno dei tre, un muratore di 46 anni, sposato, vive a Polinago, e nella casa sono stati trovati due fucili mai denunciati e detenuti illegalmente, più di 400 munizioni varie e nella cantina un vero macello clandestino, con ancora presenti 4 caprioli squartati. L’uomo è finito in manette. I suoi complici, due bresciani di 20 e 26 anni, in casa avevano altri due fucili, ma denunciati, e anche 13 uccellini, dai merli, ai fringuelli alle cinciallegre, tutti animali di cui è vietata la caccia. I due giovani sono stati denunciati. Le perquisizioni sono state eseguite con la collaborazione degli uomini del corpo forestale dello Stato e della polizia provinciale, che sul tema bracconaggio svolgono costantemente controlli. E proprio la polizia provinciale ha spiegato che il problema della caccia di frodo è molto diffuso nell’Appennino modenese, e che si teme anche che a volte la carne venga venduta e finisca, senza i dovuti controlli, sul mercato. Plauso per l’operazione dal presidente della Provincia e dal sindaco di Polinago.


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