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Sgominata un’organizzazione che, grazie ad aziende esistenti solo sulla carta, emetteva fatture false. 48 milioni di euro evasi scoperti dalla guardia di finanza, due persone in manette e altre 9 denunciate.

Vendevano a 270 imprese del settore meccanico del nord Italia, da Milano a Bologna, fatture per lavori mai eseguiti, pezzi di carta pagati con assegni per permettere di scaricare al fisco. Poi restituivano in contanti la somma, trattenendo il 20%. In 18 mesi d’indagine la guardia di finanza, controllando 17mila operazioni in 163 conti correnti, ha scoperto che la banda aveva emesso migliaia di fatture, grazie a 14 aziende della termoidraulica e impiantistica esistenti solo sulla carta, 8 di queste completamente sconosciute al fisco. Accertati 48 milioni di euro evasi. I vertici dell’organizzazione, Vincenzo Carrozzini, riminese di 47 anni residente a Reggio Emilia, e un leccese di 46, Luigi Cirillo, che vive a Campogalliano, titolari di finte imprese a Sassuolo e Fiorano, entrambi professionisti dell’evasione, sono finiti in manette; altri 9, fiancheggiatori dei due imprenditori, sono stati denunciati. L’indagine è stata coordinata dal pm Giuseppe Tibis, ora sono in corso le verifiche sulle imprese che acquistavano le fatture.


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