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Presi ancor prima che riuscissero a entrare in banca: quattro rapinatori sono finiti in manette, grazie al dispositivo antirapina e a un approfondito controllo del territorio.

Li avevano già notati a Modena: i quattro arrivavano e sembravano controllare le filiali di istituti di credito, le vie di fuga, i movimenti di denaro. Gli uomini della mobile, nell’ambito dei controlli del territorio disposti proprio per frenare il fenomeno delle rapine, forti della loro esperienza, non avevano dubbi sulle intenzioni del quartetto. Così, ieri, quando la banda è arrivata, decisa a mettere a segno il colpo, tutto era già pronto, tutta la polizia in allerta. In questura sapevano anche quale banca era stata scelta, l’agenzia D del banco San Geminiano e San prospero di via Torrazzi, a Modena, e gli agenti in borghese erano già lì. Alle 15 i quattro hanno parcheggiato un’auto, non rubata, vicino alla filiale, due sono scesi, con già berretti calati sul volto, guanti di plastica in tasca e cutter stretti in mano. Ma hanno potuto fare solo pochi passi che ai loro polsi sono scattate le manette. Un minuto dopo sono stati arrestati anche gli altri due che ancora stavano scendendo dalla macchina. Sono finiti in carcere due ferraresi di 38 e 42 anni, entrambi con precedenti, un palermitano di 60, il vero esperto della rapina del gruppo, e un lodigiano di 29 anni, incensurato. La banda molto probabilmente non aveva bisogno di un basista, spostandosi da Ferrara, ma non risulta per ora che abbiano commesso altri colpi nel modenese.


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