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Sentenza della Cassazione oggi sul caso di un genitore modenese che non voleva mantenere il figlio 20enne dopo che si era volontariamente licenziato. La Suprema Corte ha dato ragione al ragazzo.

“Il figlio maggiorenne va mantenuto dai genitori se si licenzia per seguire le proprie aspirazioni”. Nella fattispecie per seguire un corso da parrucchiere, a 20 anni, dopo aver lavorato come disossatore in un macello. E’ quanto stabilito dalla Corte di cassazione in merito al ricorso di un padre modenese. L’uomo, separato, si era prima rivolto al tribunale cittadino, poi alla corte d’appello di Bologna, per non pagare al figlio, che viveva con la madre, un assegno mensile, dopo che il ragazzo aveva lasciato il lavoro. Secondo il padre “il mantenimento non andava ripristinato”. Di diverso avviso la Suprema Corte, che ha decretato che “il figlio non ha colpa se rifiuta un lavoro non adeguato rispetto alle proprie attitudini e interessi, nei limiti temporali in cui essi siano realizzabili”.


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