in:

Cinque prestanome, i cui conti correnti servivano per riciclare denaro sporco sono stati individuati e denunciati dalla Guardia di finanza di Modena nel corso di un anno di lunghe indagini anti-terrorismo.

Insospettabili, i cui conti correnti servivano a riciclare denaro sporco, proveniente da attività illecite, in particolare da frodi tributarie e false fatturazioni. Soldi, qualche milione di euro, che una volta depositati sui conti correnti tornavano nella disponibilità dei malavitosi, ripuliti e pronti all’uso. Un anno di lunghe indagini del nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Modena, guidato dal tenente colonnello Flaviano Radassi, hanno consentito di scoprire e denunciare all’autorità giudiziaria cinque prestanome, quattro extracomunitari e un italiano, che ora rischiano una pesante condanna, fino a 12 anni di reclusione, come previsto dal codice penale per il “lavaggio di denaro sporco”. Indagini iniziate controllando 130 segnalazioni di operazioni sospette, le informative alla Banca d’Italia cui sono tenuti gli operatori finanziari qualora abbiano dubbi sulla provenienza del denaro loro consegnato da un cliente. Controlli fondamentali in chiave di contrasto al terrorismo internazionale, inaspriti da un decreto legge nello scorso novembre. Da allora, la Guardia di finanza di Modena ha potenziato i controlli dei “Money transfer”, le agenzie finanziarie utilizzate prevalentemente da extracomunitari per far arrivare soldi nei paesi d’origine, ma anche da criminali per riciclare denaro e finanziare il terrorismo. Le indagini del nucleo di polizia tributaria hanno così consentito di individuare e denunciare 6 persone per esercizio abusivo dell’attività di agenzia e di scoprire i 5 prestanome. Denunciati per reati fiscali anche altre 6 persone, quattro cinesi, cui sono stati contestati redditi non dichiarati per oltre 9 milioni di euro. 31 le violazioni amministrative accertate, per trasferimento di somme superiori ai 12.500 euro, senza che dell’operazione restasse traccia.


Riproduzione riservata © 2016 TRC