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E’ finito in manette anche l’ultimo latitante per la sparatoria di Benedetto Marcello. Alfredo Maisto, boss della camorra, si nascondeva al sud, a casa di parenti. Il caso può dirsi finalmente chiuso.

Alfredo Maisto, 39 anni, si nascondeva nella sua terra, a San Cipriano d’Aversa, a casa di parenti. Non si era mai allontanato dal suo territorio: del resto, elemento di primo piano nel clan dei casalesi godeva di una fitta rete di appoggi. Ma non è bastato: la scorsa notte i carabinieri hanno raggiunto il suo nascondiglio e lo hanno arrestato mentre sull’auto stava per rientrare. Era latitante da un paio di mesi, da quando cioè era stato emesso ordine di carcerazione dal tribunale di Modena a seguito di condanna definitiva per tentato omicidio. Era uno degli uomini che il 5 maggio del 1991 si affrontarono in strada, a Modena, in via Benedetto Marcello per contendersi le bische clandestine della zona. Nella sparatoria, durante la quale furono esplosi 50 colpi, rimasero feriti Franco Biondino e Vincenzo Maisto, quest’ultimo sorvegliato speciale e figlio di un collaboratore di giustizia. A fronteggiare i due, ricostruirono poi gli investigatori, Francesco Compagnone, arrestato lo scorso giugno, Francesco Sorbo, preso ad agosto, e appunto Alfredo Maisto, tutti appartenenti a un clan rivale a quello dei due feriti. I tre campani erano rientrati ad Aversa dopo i fatti.


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