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3 matrimoni interrotti in due giorni, in Comune, a Modena, un attimo prima del fatidico sì, ma il romanticismo non c’entra. A decretare l’annullamento delle cerimonie è stata la Questura, insieme alla municipale, allertati da alcune segnalazioni su matrimoni misti anomali.

“Questo matrimonio non s’ha da fare”. La celebre battuta pronunciata da Don Rodrigo ne’ “I promessi sposi” è risuonata per ben tre volte, tra ieri e oggi, nella sala matrimoni del Comune di Modena. A pronunciarla, agenti dell’ufficio immigrazione della Questura. L’ultima cerimonia annullata dalla polizia, coadiuvata da agenti della polizia municipale, risale a questa mattina a mezzogiorno, quando in via Scudari c’è stato un fuggi fuggi di parenti e amici di fronte ai falchi e alla pattuglia della volante. Altre due, ieri pomeriggio. Simili le modalità e i protagonisti delle unioni: da una parte il novello sposo, un giovane nordafricano clandestino, sui 25-26 anni, dall’altra, l’aspirante consorte, nomade sinti, un po’ più attempata, fino a 15 anni in più. Ad allertare gli uomini delle forze dell’ordine, lo stesso ufficio di Stato civile del Comune, insospettito da un insolito aumento di matrimoni misti tra maghrebini e nomadi.L’’accusa, nei confronti delle dirette interessate, è di aver venduto la possibilità di acquisire la cittadinanza italiana attraverso un unione civile. Possibilità che la legge consente dopo due anni di convivenza stabile con il coniuge. Insomma, matrimonio “fasullo” in cambio di soldi. E che con le nozze in questione l’amore non c’entrasse nulla, la polizia l’ha capito subito. Alla domanda “Ma come si chiama la sua fidanzata?”, il promesso sposto non ha saputo dare una risposta. Il primo passo, spiegano dalla Questura, è stato interrompere la presunta attività illegale messa in campo dai nomadi. I mancati sposi clandestini sono stati espulsi e le donne accompagnate a casa senza anello nuziale. Si tratterà ora di compiere ulteriori indagini, sia per valutare l’ampiezza del fenomeno, facendo approfondimenti su analoghe unioni già celebrate, che verificando se ci sia stato scambio di denaro.


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