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Omicidio di ferragosto. Slitta a domani la decisione del giudice Ziroldi sui cinque in carcere con l’accusa di avere ucciso o partecipato alla rissa degenerata in omicidio.

Il giudice Alberto Ziroldi deciderà solo domani mattina se convalidare l’arresto di Paolo De Lorenzo e Decio Mauriello, i due campani accusati dell’omicidio di Fatmir Peja, il 21enne originario del Montenegro, accoltellato a morte la notte di ferragosto al culmine di una rissa scoppiata in strada, lungo via Trento Trieste. In stato di fermo, oltre a De Lorenzo e Mauriello, altri tre giovani che avevano accompagnato il montenegrino all’appuntamento e ora accusati di rissa aggravata dalla morte di uno dei partecipanti. Sulle responsabilità di De Lorenzo non ci sono dubbi: l’uomo ha ammesso di avere colpito con un fendente Fatmir Peja, sono invece più complesse da definire le posizioni degli altri indagati. Le versioni su chi abbia cominciato a picchiare sono discordanti; in sostanza in viale Trento Trieste si sono affrontati due gruppi. De Lorenzo aveva un coltello a serramanico mentre Mauriello una pistola giocattolo del tutto simile a una vera. Ancora da chiarire, poi, il movente: al di là del fatto che ci fosse davvero una relazione tra la vittima e la moglie di De Lorenzo, i rancori potrebbero essere legati ad altri affari. Qualcuno ha parlato di stupefacenti, ma non è detto che sia questa la pista decisiva. Il caso dunque è chiuso solo a metà, proprio per questo il giudice ha deciso di prendersi ancora alcune ore di tempo. Intanto domani alla medicina legale di Modena verrà eseguita l’autopsia sul corpo del giovane. Un solo fendente, come detto, che ha reciso l’aorta addominale all’altezza della milza, sferrato da chi sa maneggiare il coltello. E questo per Paolo De Lorenzo, di professione macellaio, potrà rappresentare un’aggravante.


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