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Una casa a luci rosse con prostitute cinesi. La polizia l’ha scoperta in via Fanti a Modena. In base al pacchetto sicurezza il proprietario ora rischia la confisca dell’immobile.

Tanti cuori colorati stampati sulla tenda della porta d’ingresso, forse l’unico riferimento dall’esterno a quello che si consumava all’interno dell’appartamento di via Fanti 276/3, in città. I poliziotti della squadra mobile della Questura di Modena hanno messo i sigilli a una casa d’appuntamento gestita da cittadini cinesi. 50 euro il prezzo delle prestazioni e un giro di clienti che funzionava con il ‘passa parola’ e con annunci pubblicati su giornali locali. Il sequestro è arrivato al termine di una serie di operazioni investigative contro lo sfruttamento della prostituzione. Dopo aver preso di mira le classiche zone a luci rosse della città (la Bruciata, il Tempio, la via Emilia e viale Autodromo), questa volta l’attività della polizia si è spostata sulla cosiddetta prostituzione invisibile, quella che avviene nelle case e lontano da occhi indiscreti. Per gli investigatori l’appartamento di via Fanti – cucina, camera da letto, bagno e cortile – era una vera e propria casa chiusa. Qui, cinesi clandestine si vendevano al cliente di turno. La prostituta, sorpresa ieri al momento dell’irruzione della polizia, verrà espulsa, nel frattempo è stata accompagnata al centro di identificazione di via Lamarmora. Davanti alla porta dai cuoricini colorati c’è ora l’avviso con la notifica del sequestro. In base al pacchetto sicurezza varato dal Governo il proprietario dell’appartamento, un italiano residente a Salerno, rischia anche la sua confisca. E’ invece già stato denunciato per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione l’affittuario, un cinese di 53 anni, regolarmente in Italia ma con precedenti per prostituzione. Per la casa di via Fanti pagava un affitto di 500 euro, più le spese, ma a quanto pare incassava tanto di più.


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