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E’ stato rilasciato oggi pomeriggio Riccardo Riccò, dopo l’interrogatorio con il magistrato. Il procuratore ha annunciato che l’atleta di Formigine è stato incriminato per uso di sostanze tossiche. Ma lui ha dichiarto: “Sono a posto.

Riccardo Riccò è tornato libero, ma i suoi guai con la giustizia francese sono solo all’inizio. L’atleta formiginese è definitivamente uscito dalla gendarmeria alle 16.45, dopo l’interrogatorio, durato un’ora e mezza, con il magistrato. Portato via ieri poco prima della partenza della dodicesima tappa del Tour de France, ha trascorso la notte in gendarmeria. Sempre ieri, al momento della convalida del fermo, Riccò aveva negato di avere fatto uso di sostanze proibite e specificatamente di Cera, l’epo di seconda generazione a rilascio continuato a cui è stato trovato positivo. Positività che potrebbe costargli cara, e non solo per la carriera: il procuratore che segue l’inchiesta ha detto che l’atleta formiginese è stato incriminato per “uso di sostanze tossiche” e che sarà processato in Francia, che ha regole ferree sul doping. Nella sua camera sono state trovate siringhe, attrezzatura per flebo, ma non sostanze dopanti. Riccò, dopo il rilascio, ha fatto un’unica dichiarazione: “L’amarezza è tanta, domani andrò dal mio avvocato e chiederò le controanalisi, poi si vedrà”. Ha poi aggiunto che non è stupito del licenziamento, ma non ha voluto rispondere alla domanda se ha mai preso l’Epo, ha aggiunto solo “Sono a posto”. Proprio oggi il ministro della giustizia francese, ha detto che “il caso Riccò sarà trattato nel modo più severo possibile”. La speranza è comunque che la giustizia sia giusta e non esemplare e Riccò non diventi un capro espiatorio. Sempre oggi anche la notizia che la Saunier Duval ha licenziato lo scalatore emiliano e anche il suo luogotenente Leonardo Piepoli, perché – scrive in una nota – “la fiducia è venuta meno, ci sentiamo vittime dell’irresponsabilità di chi aveva solo la smania di primeggiare”. Ma sempre oggi dalla Francia si viene a sapere che l’inchiesta si è allargata proprio a tutta la Saunier Duval, per il sospetto di un sistema di doping organizzato, per questo sono stati perquisiti gli alloggi dei corridori.    


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