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Scoperto dai carabinieri un laboratorio cinese clandestino, in un casolare nelle campagne di Ravarino. 5 cinesi denunciati, 15 i lavoratori in nero trovati alle prese con le macchine da cucire, a mezzanotte.

Li hanno trovati seduti davanti alle macchine cucitrici e alle orlatrici, poco prima di mezzanotte. Stavano confezionando magliette e calzoncini griffati per bambini, al di fuori di ogni elementare norma igienica o fiscale. 15 cinesi, in maggioranza giovani donne, di cui tre clandestini, sono stati sorpresi dai carabinieri qualche giorno fa, in un blitz mirato in un casolare in via Muzza, a Ravarino, in aperta campagna. Al piano terra i militari hanno trovato una quarantina di macchine da cucire. Al primo piano 27 posti letto, con le pareti piene di fotografie di bambini. Un solo bagno. Nel garage è stata trovata una cucina. Il proprietario dello stabile, 34enne cinese, è stato denunciato per aver cambiato la destinazione dell’immobile da fabbricato rurale di interesse storico e laboratorio artigianale. Denunciati anche i tre clandestini. E’ invece irreperibile la quinta denunciata, titolare della ditta, una 57enne cinese responsabile di sfruttamento della manodopera clandestina e violazione delle normative in materia di lavoro e fiscale. Le indagini quindi proseguono, anche per accertare dove si trovino i minori ritratti nelle foto, e quante persone vivessero realmente nello stabile, data la quantità di macchinari e giacigli presenti. Il piano terra è stato sequestrato, il secondo è invece stato lasciato in uso ai regolari. E’ il terzo laboratorio di questo tipo scoperto in zona dai militari, dopo i due di Castelfranco. “Enorme – sottolineano i carabinieri – il danno che questo tipo di attività arreca all’economia locale”.


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