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Potrebbero finalmente trovare giustizia i familiari delle vittime dell’eccidio di Bassano del Grappa, settembre ’44, in cui perse la vita anche il mirandolese Carlo Fila. Un team di ricercatori italiani ha trovato conferma della colpevolezza di due militari nazisti, tuttora in vita.

Sono ancora vivi i responsabili dell’impiccagione del mirandolese Carlo Fila e con lui di altri 30 tra partigiani e civili, una delle rappresaglie più sanguinose avvenuta nel settembre del ’44 a Bassano del Grappa. Un team di ricercatori degli Istituti storici di Vicenza e di Treviso hanno recuperato negli archivi nazionali di Londra le prove della colpevolezza del tenente delle Ss Herbert Andorfer, austriaco di Linz, e del vicebrigadiere Karl Franz Tausch, cecoslovacco. I cacciatori di teste del Centro Wiesenthal di Vienna hanno confermato che i due militari sono ancora in vita. Andorfer ha 97 anni, Tausch 88. Il primo ordinò l’esecuzione, il secondo la mise in atto. Era il 26 settembre del ’44, dopo il rastrellamento dei partigiani sul Montegrappa compiuto dalle Ss e dai fascisti della Repubblica di Salò, 31 detenuti vennero impiccati agli alberi di Bassano. L’orrore di quella esecuzione è poi diventata un simbolo della barbarie nazista. I tedeschi responsabili del rastrellamento non furono mai processati, mentre vennero giudicati e processati i militari e i repubblichini che li avevano affiancati, salvo poi godere dell’amnistia. Carlo Fila, nato a Tramuschio, era un insegnante antifascista. Richiamato alle armi come ufficiale, dopo l’8 settembre decise di non aderire alla repubblica sociale. “Il suo ricordo è ancora vivo a Mirandola – commenta il sindaco Luigi Costi, che condivide l’obiettivo con cui è stata svolta la ricerca storica: “Non è tanto per vedere in carcere due persone ormai anziane – conclude il primo cittadino – ma di fare giustizia nei confronti di quei 31 martiri e delle loro famiglie.


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