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E’ partita da Modena, l’indagine che stanotte ha portato i carabinieri di Caserta a scoprire un nuovo nascondiglio di Raffaele Diana, uno dei boss dei Casalesi. Ma anche stavolta di Rafilotto, nessuna traccia.

Si stringe il cerchio intorno a Raffaele Diana, il boss dei Casalesi, detto Rafilotto, condannato all’ergastolo al termine del processo Spartacus e latitante dal 2004, quando non fece rientro al carcere di Sant’Anna di Modena, dopo un permesso premio. Rafilotto è considerato il referente modenese della camorra casertana ed è accusato di essere il mandante della gambizzazione dell’imprenditore edile di Castelfranco, Giuseppe Pagano. E proprio da questa inchiesta, è nata l’azione che ha portato la scorsa notte, ad individuare a Casal di Principe uno dei bunker utilizzati da Raffaele Diana. Il covo era stato realizzato in un sottoscala al piano interrato della villa del 31enne Armando Abatiello, fratello di Enzo, arrestato lo scorso aprile dai carabinieri di Modena. I carabinieri di Caserta, quando stanotte hanno aperto la botola che portava al bunker speravano di trovare anche il boss, uno dei 100 più pericolosi latitanti d’Italia, ma come già lo scorso 5 marzo, lo hanno trovato vuoto.


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