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Rapinarono due banche nel comprensorio ceramico, la scorsa primavera , legando clienti e impiegati. Due napoletani sono finiti in manette. Ancora una volta, fondamentali le riprese delle telecamere. E arrestato anche uno scippatore.

Aveva vissuto per anni nel comprensorio ceramico, per questo conosceva bene il territorio, abbastanza bene da pianificare due rapine, ma non aveva calcolato che il territorio potesse conoscere bene lui. I carabinieri di Modena sono così arrivati a Salvatore D’Andrea, 30 anni, e al suo complice Pasquale Palma, 28. Il primo era tornato a vivere a Napoli da qualche mese. Il secondo non si era mai spostato. Insieme erano divenuti pendolari delle rapine. Sono loro infatti, secondo gli investigatori, gli autori dei due colpi messi a segno nelle filiali Credem di Fiorano, il 9 gennaio scorso, e di Casinalbo di Formigine, il 20 marzo, che avevano fruttato in tutto 34mila euro. In entrambi i casi i due erano entrati armati di coltellino, minacciando i presenti. A Fiorano avevano immobilizzato impiegati e clienti legando loro i polsi con fascette da elettricista, in attesa che si aprisse la cassaforte temporizzata. Tutto ripreso dalle telecamere interne di sorveglianza. Immagini fondamentali per i carabinieri che, anche grazie all’aiuto dei testimoni, sono riusciti ad arrivare prima a D’Andrea poi, con indagini approfondite, a Palma. Le forze dell’ordine hanno arrestato i due qualche giorno fa, a Napoli, nel quartiere Stella, rione salito alla ribalta delle cronache nazionali anche per essere l’ambientazione di molte delle pagine del romanzo di Roberto Saviano, “Gomorra”. Ora si trovano nel carcere della città partenopea, con l’accusa di rapina e sequestro di persona. E i carabinieri hanno anche arrestato per rapina anche il 47enne di Casalgrande ritenuto responsabile dello scippo ai danni di una pensionata 75enne di Sassuolo, il 4 aprile scorso. La donna stava camminando in via Genova, quando era stata avvicinata da un uomo su una punto, che le aveva strappato la borsetta e l’aveva fatta cadere a terra, provocandole lesioni guaribili in 10 giorni. I militari sono arrivati a lui grazie ai rilievi fatti sull’auto, abbandonata dopo il colpo e risultata rubata.


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