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Arrestati oggi due campani residenti nel modenese e affiliati al clan dei casalesi. Sono accusati di traffico di droga ed estorsioni. 32 le ordinanze di custodia cautelare eseguite tra il nord e il sud Italia dai carabinieri, coordinati dalla Dda di Napoli.

Solo ieri sono stati condannati, a Bologna, i quattro casertani accusati di aver compiuto una spedizione punitiva ai danni di un imprenditore di Castelfranco, colpevole, per la camorra, di aver denunciato il boss latitante Raffaele Diana, detto Rafilotto. Per tutti è quattro è stata riconosciuta l’aggravante del metodo mafioso. Non sono passate che poche ore dalla sentenza, quando alla caserma dei carabinieri di Maranello è arrivato l’ordine di arrestare Tammaro Corvino, 41 anni, operaio originario di Villa Literno, ma che da qualche tempo vive e lavora in paese. E’ accusato di estorsione, e di operare per il clan dei casalesi: sarebbe inserito nella faida tra i gruppi Bidognetti e Tavoletta-Campiello, che agiscono tra Casal di Principe e Parete, e che in dieci anni hanno provocato 15 morti. I Tavoletta-Campiello, per poter ottenere il predominio, dicono gli inquirenti, avevano anche dato vita a un’alleanza con il gruppo camorristico dei Contaldo, che opera a Pagani, nel salernitano. Sono 32 le ordinanze di custodia cautelare eseguite nella notte dai carabinieri nel nord e nel sud Italia, i provvedimenti sono stati emessi dal tribunale di Napoli su richiesta della direzione distrettuale antimafia. Fra le persone finite in manette anche il nipote del boss Francesco Schiavone, detto Sandokan. Nel casertano, poi, arrestato un altro affiliato, accusato di traffico di droga, e residente da tempo a San Felice, Valerio Di Caterino, operaio di 36 anni. Secondo gli inquirenti De Caterino e Corvino svolgevano i loro traffici nel casertano, dove tornavano tutti i week end, più che nel modenese.


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