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Infiltrazioni mafiose nel modenese: domani è attesa la sentenza dei quattro casertani che nel maggio di un anno fa gambizzarono l’imprenditore edile di Castelfranco, Giuseppe Pagano.

Non sarà il processo Spartacus, che ha portato alla condanna di tutti i capi dei Casalesi; ma la sentenza, attesa domani, per i quattro casertani che l’8 maggio 2007, gambizzarono a Castelfranco l’imprenditore edile Giuseppe Pagano, per Modena è molto rilevante. Più del fatto in sé, seppur gravissimo, questo processo, ancorché con rito abbreviato, ha consentito di dare un volto, nomi e cognomi, ai personaggi chiave delle infiltrazioni mafiose nel modenese. Fenomeno che ha origini lontane, negli anni ottanta, con l’invio al confino in Emilia Romagna di pericolosi boss, quando lo Stato sottovalutava o addirittura negava l’esistenza della criminalità organizzata; emerso già all’inizio degli anni ’90, con le sparatorie di via Benedetto Marcello e via Montecuccoli di cui state vedendo le immagini, ma che raramente ha saputo conquistare l’attenzione dei modenesi. Grazie alle indagini del Pm della Direzione distrettuale antimafia, Lucia Musti, che ha chiesto 41 anni complessivi di condanna per i quattro gambizzatori di Pagano, gli esecutori Claudio Virgilio e Rodolfo Spatarella, e i complici Enrico Diana e Antonio Noviello, ora sappiamo che a capo dei Casalesi di Modena c’è ancora Raffaele Diana, condannato all’ergastolo nel processo Spartacus, considerato uno dei 100 più pericolosi criminali italiani, ma ancora latitante dopo essersi allontanato con un permesso dal carcere di Sant’Anna nell’aprile del 2004. E sappiamo che sulla via Modena – San Cipriano d’Aversa si viaggia spesso, per reclutare gli sgherri utili a taglieggiare gli imprenditori edili campani che si sono trasferiti nella nostra provincia. Relazioni pericolose, testimoniate dagli arresti, lo scorso aprile, di altri presunti affiliati al clan dei Casalesi, che organizzarono l’agguato. Una piaga che non tocca solo l’edilizia. Ci sono sindaci e politici che hanno ricevuto proiettili e minacce e sempre più spesso si parla di pubblici esercizi costretti a ‘pagarsi la protezione’ e di usura. Camorra, ‘ndrangheta, le infiltrazioni mafiose escono sempre più dall’ombra, grazie a processi come quello che domani andrà a sentenza. Per dire a tutti i modenesi di tenere gli occhi bene aperti e non abbassare la guardia.


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