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Arrestato in Belgio anche il secondo tunisino responsabile dell’omicidio di un albanese, avvenuto ad aprile a Cognento. Le indagini nell’ambiente della droga hanno permesso anche di sequestrare ingenti quantità di stupefacente.

Che la morte di Belaj Fisnik, albanese di 26 anni, ucciso il 19 aprile a Cognento con 5 coltellate, fosse maturato nell’ambiente della droga è parso chiaro alla polizia fin dall’inizio. Il giovane, assieme a un cugino, era stato attirato in una trappola da due tunisini con cui era probabilmente in affari, ovviamente illegali, ma non ha nemmeno fatto in tempo a scendere dall’auto che gli è stato spruzzato in faccia una sostanza urticante e poi sono cominciate botte e coltellate. Tutti e quattro i presenti sono rimasti feriti, ma Belaj è morto. Karim Nefissi, tunisino di 24 anni, è finito in ospedale ed è stato subito sottoposto ad arresto. A quel punto la squadra mobile ha rivoltato l’ambiente dello spaccio modenese alla ricerca del complice fuggito, e le indagini hanno anche permesso in due casi di arrivare a due ingenti sequestri di sostanza stupefacente, in particolare oltre due chili di cocaina. Alla fine la polizia è anche riuscita a trovare tracce del complice di Nefissi, accusato di omicidio con l’aggravante della premeditazione, e a risalire ai movimenti di Belhassen Zairi, 23 anni, clandestino, sconosciuto alle forze dell’ordine, arrivato in Italia poco tempo prima del delitto e scappato subito dopo, prima in Francia e poi in Belgio, con l’aiuto di connazionali residenti a Modena. Quindi è stato emesso un ordine di cattura europeo e con l’aiuto della polizia belga il ragazzo è finito in manette, entro pochi giorni dovrebbe essere riportato in Italia. Alla squadra mobile, guidata da Amedeo Pazzanese, i complimenti del pm Giuseppe Tibis, titolare dell’inchiesta, per aver portato a termine una non facile indagine.


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