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Resta al lavoro la dirigente della Provincia accusata di assenteismo. Lo ha ribadito il tribunale del Riesame di Bologna, respingendo il ricorso del Pm Tibis, che ne aveva chiesto la sospensione.

Inamissibile per un vizio di forma che, secondo gli avvocati, è anche di sostanza, ovvero, non c’erano ragioni per sospendere la dirigente dal suo incarico in Provincia. Non è neanche stato preso in considerazione il ricorso del Pubblico Ministero Giuseppe Tibis alla sentenza del Gip. La dirigente accusata di assenteismo può quindi continuare a lavorare fino all’eventuale processo per truffa e falso ideologico. Il rigetto del tribunale del Riesame di Bologna, dice l’avvocato della Difesa Enrich Stove, è fondato sulla mancanza di “motivazioni, ragioni di diritto ed elementi di fatto” che permettano l’applicazione della sospensione dall’incarico.L’ex dirigente del settore ambiente è stata trasferita recentemente all’economato con la stessa qualifica, in seguito allo scandalo scaturito dalle indagini per truffa avviate dalla Guardia di Finanza. E’ accusata di essersi dedicata al nuoto e allo shopping negli orari di lavoro, orari in cui la sua presenza sarebbe stata provata dalle marcature. La difesa ribadisce che i dirigenti della pubblica amministrazione sono svincolati da ogni obbligo d’orario, e hanno il solo onere dell’ottenimento del risultato. Obiettivo raggiunto, dicono gli avvocati, e testimoniato dai premi regolarmente assegnati dalla Provincia con il massimo dei punti. Anche il Sindacato nazionale della categoria, il Direl, avrebbe confermato questa tesi. Lo stesso regolamento interno della provincia applica un regime separato per i dirigenti. Ricordiamo che, nei giorni scorsi, lo stesso assessore all’ambiente Caldana era finito nell’occhio del ciclone per aver firmato, ha detto, a sua insaputa, una lettera di elogio all’indagata. L’inchiesta continua.


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