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La squadra mobile di Modena ha arrestato quattro persone accusate di usura e estorsione. Con interessi del 100% costringevano le vittime a pagare con botte e minacce.

Un imprenditore che vive e lavora a Modena a luglio dello scorso anno si è rivolto alla polizia: una banda di usurai lo aveva portato alla disperazione. Immediate le indagini, e in poco tempo gli agenti della squadra mobile sono arrivati a una seconda vittima, sempre modenese, e a ricostruire tutta la vicenda. Libero Borghi, 57 anni, pensionato di Cavezzo, contattava imprenditori e commercianti in difficoltà finanziaria e offriva loro prestiti, all’inizio intorno ai 10mila euro. La vittima firmava un assegno corrispondente alla cifra, poi cambiali con gli interessi, del 10% minimo mensile, il 120% in un anno, per cifre vicine ai 400mila euro. Poi iniziavano i pagamenti. Ogni ritardo veniva pesantemente punito: Mario Gagliardi, 35 anni, salernitano ed ex buttafuori, residente a Rubiera, si presentava a casa degli imprenditori e prendeva oro e gioielli, in garanzia. In un caso, la vittima è stata portata in Campania, da un avvocato compiacente, per firmare la cessione di un appartamento da 500mila euro, sempre in garanzia. Se poi i ritardi continuavano, arrivano minacce e botte: uno dei debitori è finito in ospedale per 15 giorni. Oggi in manette anche il capo, un disoccupato 37enne di origini calabresi residente a Casalgrande di Reggio Emilia, Dominique Scarfone, e Nicola Galletta, imprenditore edile, napoletano di 45 anni, residente sempre a Casalgrande. Sequestrate anche le pistole usate per le minacce, regolarmente registrate. Si sospetta che la banda avesse finanziatori.


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