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Da Verona parte un’indagine sui cosiddetti "semafori intelligenti". Il reato ipotizzato è quello di truffa. Richiesta di consegna del materiale relativo ai semafori installati è arrivata anche all’Unione Terre di Castelli.

  E’ arrivata anche nel modenese la richiesta di consegnare la documentazione relativa ai fotored, nell’ambito dell’inchiesta che stanno conducendo i carabinieri di San Bonifacio di Verona. I militari scaligeri stanno indagando su una presunta truffa commessa con i cosiddetti semafori intelligenti: secondo la procura di Verona in alcuni casi potrebbe essere stata ridotta il più possibile la durata del giallo per aumentare le infrazioni e quindi le multe. Da qui, sono stati decisi controlli a tappeto in varie zone del nord italia, 62 i comuni contattati. Oggi l’ordine di consegna della documentazione, nel modenese, è pervenuto alla polizia municipale dell’Unione Terre di castelli. L’assessore alla sicurezza di Vignola e dell’Unione, Carla Franchini, si dice tranquilla: il giallo dei fotored sistemati sul territorio dura 4 secondi, uno in più del minimo previsto, quindi. E non solo: le foto le analizza la polizia municipale e gli apparecchi di Vignola, Castelvetro, Spilamberto e Castelnuovo sono di proprietà comunale, dopo una sperimentazione con affitto mensile, e mai legato alle multe. “Oltretutto è indubbio l’effetto deterrente degli apparecchi – ha spiegato l’assessore – visto che dopo le prime, tante infrazioni, ora ci si è assestati sulle 2, massimo 4 al giorno. Gli automobilisti hanno assunto un comportamento diverso al semaforo”.


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