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Si terrà domani, o martedì al massimo, l’udienza di convalida dell’arresto del 36enne marocchino che ieri ha ucciso a coltellate un suo amico, a Nonantola. L’avvocato difensore è intenzionato a chiedere una perizia psichiatrica.

Finestre aperte, ma bocche cucite oggi nella palazzina di via Provinciale Ovest, a Nonantola, dove ieri si è consumato un brutale omicidio. I campanelli questa mattina suonavano a vuoto. Un silenzio comprensibile, per un omicidio che ha lasciato attoniti i vicini di Mostapha El Hounaini, 36anni, marocchino regolare, operaio, nessun problema con la giustizia, una vita tranquillissima fino a ieri, quando, in preda ad un raptus, ha sferrato 15 coltellate all’amico e ospite Nejmaoui El Maati, 59 anni, anch’egli marocchino, regolare, e con un lavoro onesto da venditore ambulante. L’aggressore, nell’immediatezza dei fatti, ha motivato la violenza dicendo che il 59enne non voleva andarsene da casa sua, neanche di fronte all’arrivo annunciato della moglie dal Marocco, e anzi, aveva risposto al suo invito di lasciare l’appartamento facendo pesanti apprezzamenti sulla donna. Frasi ritenute dal padrone di casa talmente offensive da scatenare la furia omicida. I carabinieri sono ancora al lavoro per verificare il racconto dell’uomo, che quando ha aperto ai militari era in stato di shock, e ha fornito una versione lacunosa, da ricostruire con esattezza, soprattutto per quel che riguarda il movente. “Guardava fisso nel vuoto”, spiega l’avvocato difensore Barbara Bandiera, e faticava a spiegarsi. Gli investigatori attendono l’udienza di convalida dell’arresto, tra domani e martedì, per avere un quadro più definito. Secondo le prime indagini, sembra che ad aggravare la reazione dell’uomo abbia contribuito un disagio psichico già riconosciuto, tanto che il 36enne era in cura a Castelfranco. Per questo, l’avvocato ha manifestato l’intenzione, appena possibile, di chiedere una perizia psichiatrica.


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