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Il Presidente della Provincia Emilio Sabattini respinge ogni ipotesi di dimissioni di Caldana, per la lettera d’elogio scritta alla dipendente accusata d’assenteismo. “Atteggiamento inammissibile” secondo Giorgio Barbieri, consigliere della Lega Nord, che rincara la dose, e chiede, a questo punto, che a lasciare sia l’intera giunta.

Piena fiducia all’assessore Alberto Caldana da tutta la giunta della Provincia quindi, a fronte ad un peccato definito “veniale”, quello di aver scritto una lettera di elogio all’ex dirigente del settore ambiente, già indagata per assenteismo. Lettera poi utilizzata davanti al magistrato per discolparsi. “Bisogna distinguere le responsabilità – ha spiegato Sabattini, Caldana è stato ingenuo, mentre chi ha costruito la lettera in quel modo, e l’ha passata ai giornali e ai dipendenti della Provincia, l’ha fatto intenzionalmente”. Sabattini annuncia l’apertura di una procedura disciplinare a carico della dirigente, da parte dell’ufficio preposto. Fascicolo sospeso però in attesa dell’esito del procedimento giudiziario. Il Presidente della Provincia dice di aver già riferito a tutti i capigruppo, ma che lo farà anche nel prossimo consiglio. L’importante – conclude – è lavorare con l’opposizione, per chiedere al Governo provvedimenti che permettano di intervenire sui dirigenti che non fanno il loro dovere, perchè non abbiano il massimo di garanzia assieme al massimo di stipendio. Quello che è accaduto è stato un evento straordinario, conclude Sabattini. In Provincia non ci sono “fannulloni”. Sul tema degli assenteisti è intervenuto questa mattina a Sassuolo, ospite del convegno Cisl, il segretario generale Raffaele Bonanni, che commentando il provvedimento del Ministro Brunetta ha detto: speriamo che non sia la solita storia del “molto rumore per nulla”. La vera mela marcia comunque non sono i lavoratori ma le mancate risposte alle esigenze della collettività. “Vedremo come verrà concretizzata l’intenzione del nuovo Governo. Ciò che non deve accadere però è focalizzare l’attenzione su un falso problema. Certamente le mele marce e chi le dirige e le coordina ne ha responsabilità, ma non è tutto qui. L’intervento deve tenere conto del quadro complessivo e tornare alla centralità del cittadino ed al rispetto di istituzioni e lavoratori”


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