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Alfredo Roma, presidente della Fratellanza e della Corale Gazzotti, è agli arresti domiciliari per l’inchiesta sugli appalti del Marconi. A deciderlo il gip, con una motivazione pesanti.

“Accertata una frenetica attività volta ad inquinare le prove”, questa la motivazione che si legge nell’ordinanza del gip di Bologna che ha emesso la custodia cautelare agli arresti domiciliari di due mesi per il modenese Alfredo Roma, presidente della Fratellanza, società di atletica, e della Corale Gazzotti. Con lui ai domiciliari altre quattro persone, mentre una sesta è in carcere, a seguito dell’inchiesta sugli appalti per i servizi a terra dell’aeroporto di Bologna. Roma, ex direttore amministrativo alle Edizioni Panini, ex amministratore delegato dell’agenzia Ansa, ed ex presidente nazionale dell’Enac, avrebbe favorito la Doro group, e le società consorziate, in virtù delle sue funzioni come coordinatore del progetto Galileo, presso la presidenza del consiglio dei ministri. Secondo il gip Alfredo Roma avrebbe cercato lo scorso febbraio di procurarsi fatture per oggetti che gli erano stati regalati in quanto – si legge nell’ordinanza – “potente sponsor del consorzio criminale, e per questo lautamente ricompensato”. A metà gennaio era stato indagato, ed erano stati perquisiti la sua casa e i suoi uffici; l’accusa è corruzione aggravata. La Doro group, infatti, secondo la procura era una scatola vuota che serviva a eludere normative fiscali e intascare i contributi dei lavoratori. Alfredo Roma, accusato da un pentito, avrebbe contribuito a tenere coperta la cosa. La famiglia per ora preferisce non commentare l’evoluzione della vicenda.  


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