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"Soddisfatta certo, ma la paura resta, perché i mandanti sono ancora liberi”. Con queste parole Vanessa Mussini commenta i 23 anni complessivi di condanna inflitti ieri ai suoi carcerieri. Ora si attende la fine della seconda inchiesta sul sequestro del febbraio 2007.

Guarda avanti Vanessa Mussini. Ma è più difficile dopo quanto accaduto nel febbraio del 2007, quando la giovane modenese, veterinaria di 29 anni, fu rapita da tre persone e visse un giorno da incubo, prima di essere liberata. Ieri, ai suoi carcerieri, è stata inferta una condanna complessiva di 23 anni, ma in libertà, racconta Vanessa, ci sono ancora i mandanti e questo mette paura. "C’è soddisfazione per l’esito del processo, certo, anche perché è stata concessa solo l’attenuante della liberazione. Ma non è ancora finita, al processo è emerso che i mandanti ci sono e io ho ancora paura perché loro sono liberi. Temo ripercussioni per me e per la mia famiglia”. Ad essere stati condannati ieri gli esecutori materiali del sequestro, Arturo Micari, a 6 anni e 4 mesi, Ignazio Nicolai, a 12 anni, e Vincenzo Campanile, a 4 anni e 8 mesi. Proprio quest’ultimo ha fatto i nomi dei mandanti, un imprenditore modenese e la moglie, attualmente indagati. L’avvocato della famiglia Mussini, Cosimo Zaccaria, si augura che si arrivi presto a una richiesta di rinvio a giudizio per entrambi. Anche il padre della ragazza, Vanni Mussini, chiede si arrivi in fretta alla verità, perché fino ad allora la famiglia non potrà essere tranquilla. "E non chiamatelo sequestro lampo – dice Vanessa Mussini – sono comunque state ore terribili”. E aggiunge: “Ancora adesso se mi fermano anche solo i vigili urbani mi inquieto, perché loro si era spacciati per poliziotti”.


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