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Accoltellò un 19enne, tunisino come lui, il 30 gennaio, in centro a Modena. La polizia l’ha arrestato ieri. A tradire il 26enne, gli occhi elettronici della Questura.

Clandestino, inserito nell’ambiente della droga e con un’approfondita conoscenza delle leggi italiane, tanto da riuscire a sfuggire agli agenti in diverse occasioni, solo grazie alla sua astuzia. Eppure Karim Briki, 28 anni, tunisino, senza fissa dimora, ieri è finito in manette, per il tentato omicidio di Chomeki Aymen, 19 anni, connazionale e irregolare. L’episodio risale allo scorso 30 gennaio. Karim si presentò ad un appuntamento con la vittima, in via Ramazzini, a Modena, alle 15, per un regolamento di conti maturato nell’ambiente della droga. Senza nemmeno ingaggiare una lite, andò verso di lui, estrasse un coltellaccio e lo colpì alla pancia, lasciandolo agonizzante a terra. Per sua sfortuna, in quell’occasione, le telecamere della questura ripresero tutto, ad eccezione del fendente. Gli occhi elettronici fissarono anche le immagini di due testimoni, uno dei quali, per il particolare abbigliamento, fu seguito dagli obiettivi nel suo percorso fino a casa. I pezzi del puzzle vennero poi messi insieme dalla polizia, che rintracciò Karim a Torino. In attesa dell’ordinanza di custodia cautelare del giudice, la polizia decise di trattenerlo al locale Cpt. Il giovane aggirò il problema, dichiarandosi perseguitato politico in Tunisia. L’affermazione venne ritenuta ad un primo esame credibile. Fu quindi lasciato andare, con l’ordine di dirigersi a Foggia, in un centro per rifugiati. Ne approfittò per scomparire di nuovo. Gli agenti l’hanno rintracciato infine un appartamento di via Della Cerca, a Modena, dove si nascondeva. Ieri l’arresto. La vittima ora sta bene. Resterà ancora in Italia per collaborare con la giustizia.


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