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Rapinato e accoltellato da due magrebini. E’ accaduto ieri a un ghanese, al Braida di Sassuolo. La polizia ha arrestato uno degli aggressori. Il Pdl chiede le larghe intese.

Aveva anche cercato di rubare la pistola d’ordinanza di uno dei due poliziotti che lo stavano arrestando, Mostafa Sabir, il marocchino clandestino fermato ieri mattina, a Sassuolo, in via San Carlo. Poco prima, con un complice, che poi si è dileguato, il magrebino, armato con un coccio di bottiglia, aveva minacciato e ferito al volto e alle braccia un immigrato ghanese regolare, da cui si era fatto consegnare 2.100 euro. All’arrivo dei poliziotti, il malvivente ha cercato di guadagnare la fuga, colpendo gli agenti e cercando, come detto, di impossessarsi dell’arma di servizio di uno di loro. Non ci è riuscito ed è finito in carcere con l’accusa di rapina, violenza e resistenza a pubblico ufficiale, porto ingiustificato di strumenti atti a offendere. Cinque giorni di prognosi ciascuno per i due poliziotti medicati al pronto soccorso. “Le necessità di bottega dei partiti politici possono aspettare: è necessario un impegno amministrativo forte da parte di maggioranza e opposizione per dare una risposta ai problemi della città, in un clima di collaborazione, pur nel rispetto dei ruoli politici”: con queste parole Luca Caselli del Pdl di Sassuolo apre alla possibilità delle “larghe intese” in tema di sicurezza, dopo l’ultimo episodio, l’accoltellamento e la rapina di un immigrato al Braida. Anche Ivano Piccinini del Comitato “Conto anch’io” chiede che si avvii “un confronto pubblico con i cittadini e con le associazioni e i comitati perchè solo da un dialogo costruttivo possono emergere strategie comuni atte a mitigare l’insicurezza, il degrado, la delinquenza”.


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