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Pulivano i pozzi neri, poi scaricavano i fanghi nelle fogne, o sui campi. Indagati per gestione non autorizzata dei rifiuti i titolari di 17 ditte in tutta la provincia. Per 2 l’accusa è anche di traffico illecito di rifiuti. Questa mattina il blitz della forestale.

Effettuavano regolarmente la pulizia dei pozzi neri, facendosi pagare lo smaltimento in fattura, dopodichè, anziché dirigersi al depuratore, buttavano tutto in qualche tombino nelle vicinanze, o, in qualche caso, nei campi. 15 ditte in tutta la provincia l’hanno fatto occasionalmente, durante l’attività di indagine della Forestale, altre due, di Modena, lo facevano sistematicamente. Per i titolari di queste ultime, iscritte alla Camera di commercio e con numerosi dipendenti, l’accusa è di traffico illecito di rifiuti, ben più grave del semplice smaltimento non autorizzato ipotizzato a carico delle altre aziende. Coinvolte altre 4 imprese di Modena, due di Formigine e altre di Carpi, Vignola, Castelvetro, Nonantola, San Cesario e Fiorano. Gli agenti della Forestale sono arrivati a loro dopo la segnalazione di operatori di altre ditte, che lamentavano concorrenza sleale e operazioni poco chiare. Gli agenti, attraverso oltre 2mila ore di appostamento e 420 foto segnaletiche, hanno circoscritto l’attenzione sulle 17 ditte ora indagate. Questa mattina, su autorizzazione del Pm Mazzei, è scattato il sequestro preventivo di 19 mezzi di autospurgo. Perquisiti 21 siti tra depositi e sedi legali e messe sotto indagine 19 persone. Il danno stimato, per la Provincia di Modena, i Comuni e le aziende che si occupano di smaltimento, è di oltre 250mila euro, si parla infatti di 9mila tonnellate di fanghi smaltite illecitamente all’anno. Le indagini degli agenti proseguono, anche sulla base del materiale documentario sequestrato oggi.


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