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Diciassette tonnellate di prosciutti crudi avariati, 14 persone denunciate, due aziende chiuse. Era a Modena il cuore di un traffico di alimenti che potevano anche risultare dannosi per la salute…

Potrebbe essere finito anche nel pesto dei tortellini dell’ultimo Natale parte del prosciutto avariato sequestrato dalla guardia di finanza di Grosseto. Secondo le fiamme gialle, infatti, il traffico di prosciutti crudi in pessime condizioni andava avanti almeno da un anno. Ora gli inquirenti stanno cercando di risalire a tutti gli acquirenti del prodotto spacciato per buono e invece già andato a male, e purtroppo potrebbero esserci molti esercizi commerciali che hanno comprato in buona fede il pregiato alimento scaduto. Del resto, i numeri parlano chiaro: 17 tonnellate di prosciutti crudi sequestrati e 14 persone denunciate. L’indagine è iniziata, a inizio aprile, quasi per caso, quando una pattuglia di finanzieri a Grosseto, durante un controllo, ha trovato all’interno di un auto vari prosciutti chiaramente in cattivo stato, e maleodoranti. Pochi giorni dopo un secondo ritrovamento in un furgone. Erano destinati alla vendita porta a porta, a prezzo stracciato, e ad organizzare l’affare in Maremma due noti pregiudicati. Da lì, le fiamme gialle sono arrivati fino a un grossista modenese di 58 anni e poi alle due piccole aziende della provincia, a Castelnuovo e Pavullo, dove la carne veniva conservata, anche per 4 o 5 anni in freezer, e poi ripulita per renderla accettabile, se non tanto come prodotto fresco magari come ripieno. Le due ditte, in base ai primi accertamenti sui libri contabili, commerciavano con tutto il centro Italia ma anche con l’estero. Nei prosciuttifici modenesi gli addetti dell’Asl hanno accertato le violazioni igieniche, ritenendo i prodotti smerciati anche potenzialmente pericolosi: i titolari sono stati denunciati e gli stabilimenti chiusi a tempo indeterminato. Le due ditte però avrebebro già messo in regola la situazione e avrebbero riaperto.


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