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6 anni e mezzo e 5 anni, queste le pene inflitte ai due ex poliziotti della volante di Modena finiti a processo per aver fatto parte di una banda che nel modenese ha commesso furti, rapine ed estorsioni.

Gennaro Copia ha patteggiato 5 anni, il collega Giulio Purini è stato invece condannato a 6 anni e 6 mesi, con rito abbreviato. I due ex poliziotti della squadra volante di Modena hanno pagato caro aver deciso di aiutare una banda di napoletani a fare razzie in città e provincia. Si è chiuso oggi il processo, iniziato ieri davanti al gip Ester Russo, e a parte il carabiniere di Nonantola, Bernardo Capparella, e un modenese che forniva la casa ai rapinatori partenopei, Antonio Ferraro, rinviati a giudizio, tutti gli altri imputati, 12 in totale, sono stati condannati. L’indagine era stata portata avanti dalla squadra mobile modenese. Con i due ex agenti della questura era finito nei guai, e oggi è stato condannato a 6 anni, Maurizio Canneva, ex poliziotto della Dda di Napoli, il contatto che permetteva ai colleghi modenesi di far arrivare al nord batterie di rapinatori campani. Tutto era cominciato quando Edoardo Masetti, modenese sposato con una donna sinti, aveva proposto ai due agenti, diventati fra i suoi più cari amici, un modo facile per far soldi. L’uomo è stato condannato a 6 anni e sei mesi. Così erano cominciate le rapine, i furti e poi anche un incendio doloso servito a convincere il proprietario di una ditta ad assumere un ben determinato vigilante. Tutti condannati, con pene che variano fra i 3 anni e 8 mesi e i 6 anni e mezzo, anche i napoletani, gli autori materiali di colpi ed estorsioni. Accolta quindi in pieno l’accusa portata avanti dal pm Fausto Casari, caduta solo l’aggravante dell’associazione a delinquere.


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