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Un immigrato clandestino è morto questa mattina all’alba cadendo dal tetto di capannone in disuso, a Modena. Solo quindi giorni fa nell’edificio, usato come dormitorio da stranieri, era scoppiato un incendio.

Tre immigrati questa mattina all’alba, alle 5 circa, si trovavano nel capannone dell’ex stabilimento Coca cola, di via Sant’Anna a Modena. In quel momento nell’edificio, da qualche tempo diventato un dormitorio, è arrivata una pattuglia della vigilanza privata che in zona effettua controlli notturni proprio per verificare la presenza di abusivi. Alla vista delle divise i tre, che erano al primo piano, hanno cercato di allontanarsi, probabilmente perché erano senza documenti. Uno di loro, un nordafricano di circa 40 anni, invece di cercare un’uscita è salito verso il tetto, ma il soffitto ha ceduto ed è caduto a terra. E’ morto sul colpo: le cause esatte del decesso, e anche se l’uomo aveva assunto alcolici o droghe, dovrà stabilirlo l’autopsia già disposta dal magistrato, anche se non è stata rinvenuta sostanza stupefacente. Sull’accaduto sta indagando la polizia, che ha anche fermato e portato in questura gli altri due stranieri trovati nell’edificio, entrambi magrebini e clandestini. Nessun dubbio che si sia trattato di un incidente, ma rilievi sono stati svolti anche dalla polizia scientifica per poter risalire all’identità e alla famiglia dell’uomo. Appena 15 giorni fa nel capannone era scoppiato un incendio, le cause sono risultate poco chiare anche se di certo non si era trattato di un corto circuito. Potrebbe essersi trattato di un fuoco acceso per scaldare i locali poi diventato incontrollabile: l’ex fabbrica infatti è diventata rifugio per clandestini e senza tetto e nelle stanze sono state trovate chiare tracce di giacigli improvvisati.


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