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Ribaltata in appello la sentenza per Paola Mantovani. E’ stata infatti condannata a 15 anni per l’assassinio del figlio 14enne Matteo Nadalini. In primo grado era stata assolta

E’ stata condannata a 15 anni di reclusione Paola Mantovani, la 46enne di Soliera accusata di aver ucciso il figlio 14enne Matteo Nadalini, il 12 settembre 2001, nella sua casa di Limidi. Oggi la sentenza in appello, a Bologna, che di fatto ribalta, a sorpresa, la sentenza d’assoluzione di primo grado, anche se la corte ha inflitto una pena minore rispetto a quella chiesta dal Pm bolognese, 22 anni. Era stato il procuratore Fausto Casari a opporsi alla prima sentenza di assoluzione e a ricorrere in appello. Matteo Nadalini, che aveva problemi di autismo, venne trovato morto, soffocato, sul tappeto della sua cameretta. La madre era invece nella piscina della villetta, legata in parte con nastro adesivo. Incolpò del delitto una banda di rapinatori, ma gli inquirenti sospettarono di lei. Per l’esito del processo in primo grado fu determinante il fatto che vennero annullati per vizi procedurali i rilievi biologici dei Ris di Parma. Il tribunale bolognese ha valutato evidentemente in modo diverso le prove presentate. Non è però escluso, a questo punto, un ricorso in Cassazione.


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